NAS: Disturbi dell'alimentazione non altrimenti specificati

(DSM IV; American Psychiatric Association, 1994)

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La categoria dei Disturbi dell’Alimentazione Non Altrimenti Specificati include quei disturbi dell’alimentazione che non soddisfano i criteri di nessuno specifico Disturbo dell’Alimentazione.

Gli esempi includono:

  1. Per il sesso femminile, tutti i criteri dell’AN in presenza di ciclo mestruale regolare.
  2. Tutti i criteri dell’AN sono soddisfatti e, malgrado la significativa perdita di peso, il peso attuale risulta nei limiti della norma.
  3. Tutti i criteri della BN risultano soddisfatti, tranne il fatto che le abbuffate e le condotte compensatorie hanno una frequenza inferiore a 2 episodi per settimana per tre mesi.
  4. Un soggetto di peso normale che si dedica regolarmente ad inappropriate condotte compensatorie dopo aver ingerito piccole quantità di cibo (es. induzione del vomito dopo aver mangiato due biscotti)
  5. Il soggetto ripetutamente mastica e sputa, senza deglutire, grandi quantità di cibo.
  6. Disturbo da Alimentazione Incontrollata: ricorrenti episodi di abbuffate in assenza delle regolari condotte compensatorie inappropriate tipiche della Bulimia Nervosa.
  7. Ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso come vomito autoindotto, uso inappropriato di lassativi, diuretici, clisteri o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.


Night Eating Sindrome: criteri diagnostici

     

I criteri diagnostici provvisori per la night eating syndrome (Birketvedt et al., 1999) sono i seguenti:

  • anoressia mattutina anche se il soggetto consuma la prima colazione;
  • iperfagia serale, in cui è consumato il 50% o più dell’introito energetico giornaliero dopo l’ultimo pasto serale;
  • insonnia caratterizzata da almeno un risveglio per notte con consumo di snack durante i risvegli;
  • ripetizione dei sopra indicati criteri per tre mesi o più;
  • i soggetti non soddisfano i criteri per la bulimia nervosa o il disturbo da alimentazione incontrollata

Sembra molto probabile inoltre che la comparsa della night eating syndrome sia legata alla presenza di fattori di stress.Per quanto riguarda l’incidenza i dati sembrano indicare circa il 2% della popolazione normale (Rand et al., 1997, il 9% dei pazienti obesi e il 27% dei pazienti severamente obesi (Stunkard et al., 1959).
Gli spuntini serali/notturni ricchi di carboidrati (circa il 70% delle calorie totali assunte) ed in modo particolare l’elevato rapporto carboidrati /proteine suggeriscono che l’alimentazione notturna è finalizzata a ristorare il sonno disturbato dei soggetti affetti da night eating syndrome.
Mettendo a confronto i soggetti obesi affetti da night eating syndrome con i soggetti obesi senza questo disturbo, si è rilevato nei primi un più elevato livello di depressione e di bassa autostima, associato ad una minore perdita di peso.


Vomito Ciclico criteri diagnostici

     

La sindrome del vomito ciclico è una patologia caratterizzata da episodi di vomito intervallati da periodi di completo benessere (Buk, Fleischer, 1999). Si tratta di attacchi di vomito ad insorgenza rapida - solitamente notturna o nelle prome ore del mattino - la cui durata varia da poche ore ad alcuni giorni e che si risolvono spontaneamente. Il vomito è frequentissimo, continuo o subcontinuo e si associa a nausea intensa e persistente. Spesso sono presenti sintomi di letargia, pallore, anoressia e dolore addominale. Gli attacchi possono essere scatenati da uno stress fisico o psicologico. La frequenza media annuale degli episodi è 12, con intervalli regolari o variabili.

La sindrome del vomito ciclico sembra colpire in egual misura i soggetti di sesso femminile e maschile.
L’età di insorgenza può variare dai 6 mesi all’età adulta, ma in più della metà dei casi l’esordio avviene durante l’età della scuola materna o nei primi anni di scuola elementare (Ravelli, 2000).
E’ frequente la familiarità per emicrania e per altri disordini gastrointestinali.

   

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