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Rassegna Stampa ADAM

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l Gazzettino, 28 novembre 2006

 

ANORESSIA E BULLISMO, SCUOLE OSSERVATE SPECIALI

 

Un veneziano su cento è affetto da problemi legati all’anoressia, una percentuale che sale a 3 per la bulimia e a 7 per i disturbi minori dell’alimentazione. “Sono dati in linea con le percentuali nazionali”, afferma Luigi Oliva, direttore dell’ambulatorio di prevenzione e cura dell’obesità e dei disturbi dell’alimentazione. “Spesso – aggiunge – l’insorgere dei disturbi viene sottovalutato e, di conseguenza, non diagnosticato poiché, soprattutto i più giovani, tendono ad ammettere il loro disagio quando la patologia è già conclamata”.

“Occorre prevenire le manifestazioni acute, il sopraggiungere dell’emergenza – conferma Ugo Lapiccirella, delegato alle Politiche sociali e alla Sanità della Municipalità di Venezia – A cadere nell’anoressia o nella bulimia sono soprattutto le ragazzine tra i 14 e i 18 anni ed anche nell’istituto in cui lavoro, il Paolo Sarpi, mi è capitato di assistere a svenimenti dovuti alla malnutrizione, fenomeno che si acuisce in primavera, quando il terrore della cosiddetta “prova costume” rende ancora più palese il disagio del comportamento alimentare nei soggetti psicologicamente più deboli”.

Per questo sul lato della prevenzione si sta oggi muovendo anche la Municipalità di Venezia che ha la delega, da parte del comune, per quanto riguarda il settore infanzia e adolescenza: “Nel bilancio di previsione 2007 abbiamo inserito una richiesta di stazionamento per arginare e prevenire fenomeni legati al disagio sia in ambito alimentare che sociale, come il bullismo nelle scuole – spiega Ugo Lapiccirella. La proposta è stata accettata dall’esecutivo della Municipalità e già a dicembre, grazie ad un primo finanziamento di 5mila euro (il settore dovrebbe essere complessivamente sovvenzionato con 10mila euro), saranno potenziati una serie di progetti dell’equipe di educatori della Municipalità”. Il primo progetto, da coordinare con il contro di salute mentale di Palazzo Boldù, riguarda la realizzazione di punti di ascolto negli istituti scolastici: “sei educatori si alterneranno una volta alla settimana nella varie scuole per dar vita a momenti d’incontro, coinvolgendo studenti, familiari e personale docente – aggiunge Lapiccirella – Il secondo progetto, denominato Start, rivolto alla scuola secondaria superiore ha l’obiettivo, invece, di migliorare le relazioni tra i diversi attori sociali della scuola e prevenire il bullismo, fenomeno che qui a Venezia non è devastante come altrove, ma è comunque presente”.

Lapiccirella cita alcuni esempi: classi intere che applaudono il comportamento irriverente di un alunno nei confronti del proprio insegnante o piccole angherie ed atti di prevaricazione individuale perpetrati contro soggetti più deboli che, per pudore, preferiscono il silenzio alla denuncia.

 

IL MESTRE 26 NOVEMBRE 2006                                                 

rassegna_stampa                 LA NUOVA VENEZIA 18 NOVEMBRE 2006

 

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             GENTE VENETA

              settimanale 02-12-2006

 SOCIETA’-  In preoccupante aumento i disturbi alimentari: ne soffrono 2 milioni

 “COSI' HO SMESSO DI MANGIARE”

Parla una ragazza che per 8 anni ha sofferto di anoressia.

A Mestre l’associazione Adam offre consulenza gratuita.

 “ Quel sabato sera mi trovavo nella piazza del mio paese con delle amiche. Tutte molto curate e con un bel fisico attiravano l’attenzione dei ragazzi. Nessuno pareva accorgersi di me, piccolina e grassottella com’era.

 In un baleno, nella mia mentre scattò una molla che mi diceva che , se fossi riuscita ad avere un fisico asciutto come loro il mio rapporto con gli altri sarebbe migliorato. Da quel giorno divenne per me un’ossessione, dovevo liberarmi di quel corpo, perchè lo ritenevo il motivo principale della mia continua tristezza, della mia insoddisfazione e del mio dolore.

Iniziai a dimagrire smisuratamente, passando in pochi mesi da 55 chili a 40. una forza incontrollabile si era impossessata di m e stava uccidendomi lentamente. Oggi a 26 anni e ce l’ho fatta: dopo 8 anni di anoressia sto bene. E’ stata dura ma grazie alla voglia di vivere, alla comprensione dei miei  amici all’aiuto di personale specializzato cono guarita. E dico a tutte le ragazze che soffrono di questi disturbi: fatevi aiutare perchè da sole non se ne viene fuori.

Cosi Anna racconta la sua esperienza di ragazza che ha sofferto di anoressia, uno dei tanti disturbi del comportamento alimentare che oggi sono in costante aumento nel nostro paese. Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, in Italia ne soffrono oltre a 2 milioni di ragazzi tra i 12 e i 25 anni ; la diagnosi spesso avviene tardivamente, anche 6/7 anni dall’esordio, quando i sintomi fisici e psichici sono divenuti particolarmente evidenti.

“Spesso i disturbi alimentari- afferma Luigi Oliva, medico mestrino, nutrizionalista da piu’ di vent’anni- vengono sottovalutati e affrontati in modo inadeguato e superficiale. Nonostante siano delle patologie molto diffuse, c’e’ ancora poca informazione sui protocolli di intervento, sulla prevenzione sui centri specializzati.”

A questo proposito e’ nata a Mestre Adam, un’associazione no-profit che si propone di operare nell’ambito dei disturbi alimentari. “Adam – spiega il Prof. Oliva – propone una consulenza informativa gratuita. Scopo dell’associazione e’ quello di essere un punto di contatto informativo e dare una prima consulenza gratuita a tutti coloro che la richiedono”.

Presso la sede di Viale Ancona e’ stato istituito anche uno sportello telefonico al quale chiunque puo’ rivolgersi. “ Molto importante – spiega Susan Dal Mas, psicologa Adam- e’ il punto di accoglienza che abbiamo istituito. Ogni paziente ha delle caratteristiche differenziate ed e’ quindi importante conoscere e parlare con un professionista che puo’ farsi un’idea piu’ chiara della situazione e quindi indirizzare il paziente alla cura piu’ adeguata”.

Il sito dell’associazione www.anoressia.biz oltre a dare informazioni dettagliate sui disturbi alimentari, fornisce indicazioni alle famiglie e agli insegnanti sui principali indicatori fisici, emotivi e comportamentali della malattia. “ In quel campo-conduce Oliva- c’e’ carenza di informazione. Il nostro obiettivo e’ quello di lavorare nella prevenzione primaria per evitare che ci soffre di disturbi alimentari, scenda quel gradino dal quale, a volte, e’ molto difficile risalire.”

                                                                                                        Federica Zanata

 

 

gaz23.05.07

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